efrain_toro

EFRAIN TORO

Efrain Toro è un percussionista portoricano riconosciuto come uno dei migliori e completi al mondo. Diplomato al New England Conservatory di Boston si trasferisce nel ’79 a Los Angeles dove insegna al MI (Musicians’ Institute) per 16 anni. Nel ’96 si trasferisce in Spagna. Qui registra e suona con il fior fiore degli artisti spagnoli pop jazz e flamenco.

Musicista versatilissimo è in grado di suonare qualsiasi stile, dal rock & roll alla classica. Ha lavorato sei anni come clinician per la Roland. Esperto di tecnologia MIDI ha insegnato anche a UCLA e al California Institute Of The Arts.

Ha scritto numerosi libri che trattano di ritmo e ha appena terminato una serie di libri su hand drumming, cajon e tecniche batteristiche.

Ha suonato e registrato per la TV, il cinema e la pubblicità e per tantissimi artisti di fama mondiale, da George Benson ai Los Lobos, da Crosby Stills and Nash ai Chicago, da Stan Getz a John Klemmer.

L’idea che sta alla base delle sue teorie è che la scrittura musicale occidentale sia un fraintendimento della natura della musica. Sostiene che l’utilizzo di spazi fissi fra le note non permette la percezione della musica come frequenza. Afferma che il ritmo è un elemento naturale dell’universo, presente fin dal momento della nascita e che si manifesta come pulsazione (che noi percepiamo come battito) fino ad arrivare alle frequenze che noi percepiamo come luce e suono.

La scala degli armonici è la riproduzione dell’ordine naturale della progressione ritmica.

La prima pulsazione è la tonica. Seguita dal levare che è l’ottava, seguito dalla terzina che è una quinta e così via fino a che tutti gli equivalenti ritmici della progressione armonica vengono inclusi in quest’ordine.

Lo stile culturale del groove è così basato sul modo in cui queste relazioni sono percepite.

Efrain crede che il primo pattern ritmico percepibile siano le due pulsazioni contro le tre e che le due derivino naturalmente dalle 3 e non viceversa. Perciò tutti i ritmi sono o polke o walzer.

Uno dei punti principali su cui insiste è che le percussioni sono state assenti nella cultura europea, specialmente in quella di matrice ecclesiastica, per parecchi secoli e che l’esercito sia stato l’unico luogo istituzionale per le percussioni nell’occidente. L’eredità di questo approccio allo “spazio fisso” in musica è la caratteristica prevalente nell’approccio europeo, dice Efrain, e la musica popolare occidentale è l’erede di questa tradizione.